Sono questi gli straordinari poteri filtranti che la scienza riconosce al carbone di cocco? Ecco la guida più completa che puoi trovare in rete nel 2024

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Probabilmente hai sentito parlare di carbone attivo o di polvere di carbone attivo, ma hai mai sentito parlare delle fantastiche proprietà del carbone di cocco?

Che tu ci creda o meno, questa forma di carbone trova svariati usi e benefici.

Non a caso, il carbone di cocco attivo viene utilizzato in molti settori tra cui l’industria alimentare, quella dell’acqua, quella della purificazione dell’aria e persino nella sanità.

Inoltre, secondo un rapporto pubblicato da Transparency Market Research, il carbone attivo di cocco ha registrato un interessante aumento delle vendite a livello globale.

Questo – quasi sicuramente – è dovuto alle sue efficienti prestazioni nella gestione dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua, nel trattamento dei rifiuti e per il fatto che parliamo di una risorsa rinnovabile ed ecologicamente sicura.

In questo articolo illustreremo i vari usi del carbone di cocco e tutti i suoi vantaggi.

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Cos’è il carbone attivo di guscio di cocco?

Il carbone attivo è un carbone in polvere o granulare con una forza assorbente stellare.

Sebbene sia nato per altri usi, negli ultimi anni il carbone attivo di guscio di cocco è diventato una delle migliori forme di carbone attivo per la filtrazione e la purificazione dell’acqua.

Questo perchè, a differenza di altri tipi di carbone attivo, il guscio di cocco ha un’ampia superficie e una maggiore densità grazie ai suoi speciali micropori, che in numeri superano del 50% quelli del carbone bituminoso.

Senza dimenticare che il carbone attivo di cocco è in grado di assorbire (con estrema efficacia) numerose impurità.

Nonostante tutto, il carbone attivo granulare di origine bituminosa o vegetale (GAC) è ancora largamente usato nei filtri a carbone per rimuovere dall’acqua potabile inquinanti come pesticidi ed erbicidi.

Cosa rimuove il carbone di cocco?

Il carbone di cocco è in grado di assorbire contaminanti e composti organici volatili, ed è per questo che è considerato uno dei materiali più ottimali per la filtrazione dell’acqua.

Questo significa che il carbone di cocco è il carbone preferito per rimuovere i composti organici volatili nonchè gli odori e i sapori sgradevoli dall’acqua potabile.

A cosa serve il carbone di cocco?

Purificazione delle acque reflue;

Supporto per catalizzatori (un materiale generalmente solido con un’elevata area superficiale e stabilità chimica su cui viene applicato un catalizzatore);

Assorbimento dell’oro da una soluzione aurea (noto come recupero di metalli preziosi);

Rimozione delle impurità organiche in varie applicazioni alimentari e delle bevande;

Purificazione dell’acqua potabile;

Uso di apparecchiature mediche (spesso utilizzate in dispositivi di filtraggio del sangue come le macchine per la dialisi renale).

Qual è la differenza tra carbone e carbone attivo?

La differenza principale tra carbone e carbone attivo è il rapporto tra superficie e volume.

Il carbone normale ha un rapporto superficie/volume significativamente inferiore rispetto al carbone attivo.

Questo significa che il carbone attivo ha una maggiore capacità di assorbimento.

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Cosa fa il carbone attivo?

Il carbone attivo di origine vegetale agisce in modo simile al carbone attivo a base di guscio di cocco, altrimenti non sarebbe autorizzato a filtrare i contaminanti dall’acqua e dall’aria.

Tuttavia, la differenzia sostanziale tra carbone vegetale e carbone di cocco è nella superficie: quella del carbone vegetale non è così valida per l’assorbimento perchè l’effettiva superficie è inferiore e meno densa.

Come si produce il carbone attivo di guscio di cocco?

La produzione del carbone attivo di guscio di cocco non è così difficile come si potrebbe pensare e si suddivide in fasi.

Fase 1: carbonizzazione

Il primo passo per la produzione di carbone attivo di guscio di cocco è assicurarsi che le noci di cocco usate siano pulite e asciutte.

Quindi si rimuovono le fibre esterne e i gusci sono pronti per la carbonizzazione.

Grazie a questo fenomeno chimico, le sostanze (sottoposte per molte ore a temperature comprese tra i 500-600 gradi Celsius) perdono idrogeno e ossigeno e si arricchiscono di carbonio, formando appunto i carboni.

Ed ecco che, entro 12 ore, i gusci di cocco si trasformano in carbone.

Fase 2: pacificazione

La fase successiva è la pacificazione.

Si intende l’interruzione totale del flusso d’aria dal fondo del forno, che facilita il raffreddarsi dei carboni.

Questo processo è fondamentale per lo sviluppo del carbone attivo da guscio di cocco perché, se lo lasciassimo bruciare ancora,
il carbone si trasformerebbe in cenere.

Fase 3: Attivazione del carbone

Una volta che il carbone è pronto, il passo successivo è attivarlo.

In questo modo lo si rende un filtro.

Lo scopo principale dell’attivazione del carbone di cocco è aumentarne la dimensione dei pori così da catturare un maggior numero di contaminanti e particelle durante il filtraggio.

Esistono principalmente due modi per attivare il carbone di cocco: immergerlo in sostanze chimiche come l’acido fosforico o attivarlo con il vapore.

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Come si riattiva il carbone di cocco?

Prima di esaminare le modalità di riattivazione del carbone è necessario sapere che cos’è il carbone riattivato.

In poche parole, il carbone riattivato è un’alternativa più economica del carbone attivo vergine.

Il carbone riattivato deriva dalla distruzione del carbone attivo esaurito, di solito attraverso un trattamento termico.

Quanto tempo impiega il carbone attivo di cocco a funzionare come filtro?

Per scoprire quanto tempo impiega il carbone attivo di guscio di cocco a funzionare, dobbiamo affrontare il processo di filtrazione in maniera leggermente più approfondita.

Infatti, affinché il processo di filtrazione funzioni, è necessaria la presenza di un blocco di carbone.

Ecco perchè il blocco di carbone è classificato come il cavallo di battaglia delle tecnologie di filtrazione: è in grado di svolgere una gamma ben più significativa di compiti di filtrazione rispetto ad altre tecnologie di filtrazione.

Tendenzialmente, un blocco di carbonio è caratterizzato da una struttura porosa sinterizzata o da un alloggiamento di filtrazione in carbonio con vari additivi e leganti termoplastici.

Quanto tempo ci vuole per far funzionare un filtro a blocchi di carbone attivo in guscio di cocco?

Una volta equipaggiato, questo sistema di filtrazione funzionerà immediatamente e durerà fino a 12 mesi.

Questo significa che il carbone attivo di cocco inizierà a filtrare l’acqua non appena l’acqua inizierà a scorrere.

Quindi, grazie all’incredibile potenza filtrante del guscio di cocco, otterrai un’acqua più pulita, più salubre e senza dubbio più sicura per il tuo benessere.

Il carbone di cocco è sicuro?

Il carbone di cocco è una fonte rinnovabile sicura per l’ambiente, per la filtrazione dell’acqua e per il consumo alimentare.

Inoltre, può trovare applicazione per specifici dispositivi medici perchè inodore, insapore e non tossico.

Il carbone di legna è carbonio puro?

Il carbonio puro si può trovare in tre forme diverse: grafite, diamante e nerofumo.

A differenza della grafite e dei diamanti, il nerofumo è una forma amorfa o non cristallina di carbonio.

Il carbone è carbonio puro, mentre il carbone attivo di guscio di cocco è solitamente composto dal 70-80% di carbonio, il che lo rende quasi puro.

Il carbone di cocco è la stessa cosa del carbone attivo?

Il carbone di cocco non è uguale al carbone attivo perché non è stato ancora attivato.

Per attivare il carbone di cocco serve una completa immersione dentro sostanze chimiche come l’acido fosforico o tramite vapore.

Il carbone attivo di cocco è migliore?

Molte persone si chiedono spesso se il carbone attivo di cocco sia migliore del normale carbone attivo e la risposta è sì, è migliore.

Non solo il carbone attivo di cocco è sicuro per l’ambiente e non tossico, ma può essere utilizzato per molti scopi diversi e ha una gamma più ampia di benefici.

Ad esempio, uno dei campi in cui il carbone di cocco ha un impatto maggiore è la purificazione dell’acqua.

Per cosa si usa il carbone di cocco?

Di seguito ti elenchiamo alcuni usi del carbone di cocco e siamo quasi sicuri che potrebbero sorprenderti.

Attenuazione dei veleni: il carbone di cocco attivato è un valido antidoto per vari tipi di overdose. Può ridurre la quantità di droga assorbita dal corpo di una persona.

Supporto alla disintossicazione naturale: un altro uso diffuso del carbone di cocco è quello di agente disintossicante. Il carbone di cocco aiuta a rimuovere le tossine e le sostanze indesiderate dal corpo di una persona. Poiché il carbone di cocco ha milioni di pori, può legarsi ad una quantità significativa di particelle di tossine ed eliminarle dall’organismo.

Sbiancante per i denti: come altre forme di carbone attivo ricavate dal carbone e dal legno, il carbone attivo di cocco può essere usato come sbiancante naturale per i denti. Si ritiene che un uso frequente possa ridurre l’aspetto dei denti gialli. In ogni caso è sempre meglio consultare il proprio dentista e non abusarne.

Rimedio per flatulenza e gonfiore: chi non vuole ricorrere a soluzioni a base di sostanze chimiche per il gonfiore e la flatulenza predilige il carbone di cocco. Di solito, una dose prima dei pasti previene il gonfiore e l’eccessiva flatulenza.

Quindi il carbone di cocco fa bene?

Ora che sai a cosa serve il carbone di cocco attivato, puoi stare tranquillo: è sicuro.

Tuttavia, come per la maggior parte delle cose, il carbone di cocco è benefico solo se usato nel modo in cui deve essere usato.

Considerazioni finali

Sebbene svolga un ruolo fondamentale nell’industria alimentare e della salute, con particolari benefici per le apparecchiature mediche, è evidente che la funzione principale del carbone di cocco è la purificazione dell’acqua.

È uno dei migliori filtri per la purificazione dell’acqua perché ha una maggiore superficie e una maggiore densità di micropori rispetto ad altre forme di carbone.

Come se non bastasse, il carbone di cocco è facile da produrre, rinnovabile, sicuro da usare e può essere riattivato.

Principali vantaggi

Il filtro dell’acqua a carbone attivo ricavato dal guscio delle noci di cocco riduce fino al 99 percento di cloro, sabbia, ruggine, sedimenti e metalli pesanti come ferro, piombo, mercurio, rame e alluminio.

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