Perché in Europa servirebbe una direttiva più stringente per la qualità dell’aria?

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce dei limiti di esposizione agli inquinanti e l’industria se ne infischia.

È quanto emerge dal rapporto Air Quality Status, un recente studio della qualità dell’aria in Europa pubblicato dalla Commissione Europea: il 97% della popolazione urbana dell’Ue vive in aree dove si sforano costantemente i valori limite di esposizione agli inquinanti stabiliti dall’Oms.

Basterebbe adeguarsi a questi valori per diminuire le morti premature dovute all’esposizione agli inquinanti atmosferici del 70%. Anche se esistono delle direttive UE, che a loro volta fissano dei valori limite agli inquinanti atmosferici, lo stesso Parlamento europeo non le trova adeguate a contrastare il fenomeno e i suoi effetti mortali sulla popolazione.

In particolare si parla di pm10, di pm2,5 , di ozono e di biossido di azoto. Tutti valori che l’Oms ha a sua volta rivisto quest’anno, abbassandoli – specialmente biossido di azoto e particolato fine, tra i più pericolosi e subdoli.

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Con il Green Deal la Commissione Europea si è impegnata a raggiungere l’inquinamento zero: in questi obiettivi rientra l’inquinamento atmosferico.

Purtroppo dobbiamo riscontrare come il nostro paese si trovi in una condizione di infrazione costante, soprattutto per pm10 e biossido di azoto. E non a caso proprio l’Italia è il paese Europeo con la più alta percentuali di morti per biossido da azoto.

Questi inquinanti giocano, inoltre, un ruolo fondamentale nei nostri corpi. Perché nella migliore delle ipotesi il loro effetto si “limita” a rimanere impresso sulla nostra pelle.

L’esposizione della pelle agli agenti inquinanti scatena un rilascio innaturale dei radicali liberi, molecole altamente reattive che, quando presenti in eccesso, interagiscono con le strutture cellulari della pelle fino a modificarla.

In condizioni normali, la produzione di radicali liberi viene bilanciata dagli antiossidanti dell’organismo. Fin quando la presenza di radicali liberi è proporzionata alla quantità di antiossidanti, quindi, l’organismo si trova in una condizione di equilibrio perfetto. Ma l’azione dannosa inizia ad avvertirsi quando aumenta la concentrazione e i radicali liberi prevalgono sugli antiossidanti, che ne possono contrastare l’effetto.

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I radicali liberi che si accumulano nel nostro organismo e che non vengono contrastati dai meccanismi antiossidativi di difesa generano la condizione di stress ossidativo. Oltre ad essere il maggiore responsabile dell’invecchiamento della pelle, lo stress ossidativo può alterare la quantità di energia cellulare, ridurre lo scambio tra le membrane cellulari e l’esterno, distruggere i grassi delle membrane, gli zuccheri, i fosfati, gli enzimi, le proteine e perfino il DNA.

Visto che i radicali liberi dipendono dall’ossigeno, è automatica la loro associazione ad una delle 3 funzioni vitale: respirare. E anche combattere la loro azione, lo stress ossidativo, appartiene ad una funzione vitale: bere.

Ecco perché abbiamo pensato ad una tecnologia che eroga acqua idrogenata, così da combattere attivamente lo stress ossidativo: Igea.

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Igea è il frutto di un brevetto rivoluzionario, con un’esclusiva cella che produce idrogeno molecolare. Giusto per rendere l’idea, bere 1,5 litri di acqua idrogenata fornisce lo stesso potere antiossidante del consumo di:

  • 40 carote;
  • 500 mele;
  • 700 banane.

Inoltre, tra i benefici di Igea è doveroso registrare:

  • Aumento del livello di energia;
  • Accelerazione del recupero sportivo (non a caso è la scelta del Campione del Mondo di Apnea nella specialità assetto costante monopinna, Davide Carrera. Ah, tra l’altro è risultato l’atleta più idrogenato di tutti);
  • Rinforzo della comunicazione cellulare;
  • Miglior assorbimento di integratori naturali.

Ma non è finita qui: abbiamo chiesto ad un biologo molecolare di approfondire meglio la tematica perché crediamo che mostrare le evidenze scientifiche rappresenti uno step fondamentale verso acquisti più consapevoli, sicuri e garantiti.

Una volta incassato il giudizio scientifico, basta soltanto volersi bene abbastanza da nutrire quel pizzico di volontà per approfondire la conoscenza della tecnologia Aquamea e sfruttare una prima consulenza gratuita. Che oltretutto è a portata di clic: https://www.acquaidrogenata.org/

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