Nuovo studio rivela: l’acqua imbottigliata può contenere fino a 100 volte più nanoplastiche e microplastiche del previsto

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Un nuovo studio pubblicato su una rivista peer-reviewed (cioè valutata tra pari) dalla National Academy of Sciences evidenzia come l’acqua in bottiglia possa contenere da 10 a 100 volte più pezzi di plastica di quanto stimato in precedenza.

Lo studio, tramite una potente tecnica di imaging ottico, ha analizzato le nanoplastiche nell’acqua in bottiglia scoprendo che due bottiglie d’acqua di dimensioni standard contenevano in media 240.000 particelle di plastica.

Ma non solo: circa il 90% delle particelle presenti nell’acqua erano nanoplastiche e il 10% microplastiche.

Qualcuno potrebbe affermare che la plastica fa parte della nostra vita quotidiana.

Vero, ma l’inquinamento causato dalla plastica è una preoccupazione crescente.

Questo perchè, quando la plastica si rompe nel tempo, può formare particelle più piccole (microplastiche), lunghe 5 mm o meno.

Insomma più piccole di un seme di sesamo.

L’evoluzione inquietante è che le microplastiche, a loro volta, possono scomporsi in pezzi ancora più piccoli chiamati nanoplastiche, di dimensioni inferiori a 1 μm.

Questi frammenti non possono essere visti ad occhio nudo e sono abbastanza piccoli da entrare nelle cellule e nei tessuti del corpo.

Non a caso, precedenti ricerche avevano trovato tracce di particelle di plastica nel sangue umano, nei polmoni, nell’intestino, nelle feci e nei tessuti riproduttivi come la placenta e i testicoli.

Ma i potenziali effetti sulla salute di questi minuscoli pezzetti di plastica risultano ancora sconosciuti.

Per ottenere maggiori informazioni sulle nanoplastiche, un gruppo di ricerca guidato dal Drs. Wei Min e Beizhan Yan della Columbia University hanno modificato una potente tecnica di imaging che Min ha co-inventato 15 anni fa con il supporto dell’NIH.

La tecnica, chiamata microscopia stimolata di scattering Raman (SRS), è ora ampiamente utilizzata per visualizzare piccole molecole nelle cellule viventi.

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I risultati dello studio sollevano non poche preoccupazioni sulla sicurezza dell’acqua in bottiglia e sui potenziali rischi per la salute associati al consumo di nanoplastiche.

Sebbene le implicazioni sulla salute delle nanoplastiche presenti nell’acqua in bottiglia non siano ancora chiare, è importante notare che i risultati dello studio suggeriscono che sarebbe più opportuno prendere decisioni informate sull’acqua da consumare.

Ma è curioso sapere che tutti e quattro i coautori intervistati affermano di aver ridotto il consumo di acqua in bottiglia in seguito allo studio.

Wei Min, il chimico fisico della Columbia che ha aperto la strada alla tecnologia del microscopio a doppio laser, ha ridotto della metà il consumo di acqua in bottiglia.

Stapleton si sente più sicuro con l’acqua filtrata nella sua casa in New Jersey.

Come evitare le microplastiche e le nanoplastiche?

È possibile evitare di ingerire queste nanoplastiche e microplastiche eliminando le bottiglie d’acqua di plastica.

I ricercatori affermano che ingerire microplastiche causi danni irreparabili alle cellule umane.

Alle concentrazioni a cui siamo regolarmente esposti, le microplastiche sprigionano effetti deleteri permanenti sulle cellule umane: possono danneggiarne le pareti, causare reazioni allergiche e ucciderle.

La situazione è grave ma ancora non sappiamo quanto.

Gli studi, però, dimostrano in maniera chiara che le microplastiche, in condizioni di laboratorio, danneggiano le cellule umane.

La maggior parte degli esperimenti condotti in laboratorio utilizzano microplastiche sferiche invece che quelle di forma irregolare, e potrebbero quindi sottostimare l’impatto di quello che ci troviamo a ingerire.

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COSA FARE EFFETTIVAMENTE?

Secondo alcuni scienziati la soluzione sul lungo periodo è una sola: eliminare lo spreco di plastica e la sua dispersione nell’ambiente.

Che poi è la nostra battaglia sin dalla nostra nascita.

L’installazione delle nostre tecnologie di filtrazione, infatti, permettono di:

risparmiare tempo, perché non avrai mai più bisogno di aspettare il tuo turno in fila alla cassa del supermercato;

risparmiare fatica, perché non dovrai mai più caricare e trasportare quelle inutili bottiglie d’acqua;

risparmiare denaro, perché con la plastica spendi sia in fase d’acquisto che di smaltimento.

E visto che le microplastiche rappresentano delle piccole “bombe ad orologeria”, l’unico modo per essere totalmente sicuri di ottenere un’acqua purificata e decontaminata è quello di ricorrere a tecnologie domestiche che filtrano fino al 99,9% di contaminanti presenti nell’acqua.

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Puoi scegliere oggi di dire addio per sempre all’acqua in bottiglia e alla plastica – contribuendo inoltre alla salvaguardia del pianeta – attraverso un processo facile e veloce che conduce ad una maggiore cura di sé stessi e dei propri cari.

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Un passo così amorevole e protettivo verso il tuo benessere e quello della tua famiglia è una scelta tua e soltanto tua.

Grazie per essere arrivato a leggere fino qui e a presto,

lo staff Aquamea

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